Alex Learns Italian — Book Club · Episode 50
The Ascent of Money
Ascesa e declino del denaro (The Ascent of Money)
Molti incolpano le banche della povertà e delle ingiustizie. Ferguson dice il contrario: credito, obbligazioni, azioni, assicurazioni e mutui sono stati importanti per il progresso umano quanto qualsiasi macchina o idea scientifica. Ma il denaro non sale in linea retta, e ogni strumento nuovo porta un crollo nuovo.
- Episode
- 50 / 56
- Level
- B1
- Length
- 07:44
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Ascesa e declino del denaro (The Ascent of Money)
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Nel novembre 2006 Niall Ferguson ha parlato a un convegno di banchieri alle Bahamas. Ha detto che i tempi belli non sarebbero durati: il denaro circolava troppo facilmente e poteva fermarsi. I banchieri non hanno gradito. Un investitore esperto ha chiesto agli organizzatori di togliere l'ospite esterno l'anno dopo e di programmare Mary Poppins. Entro un anno una banca britannica ha subito una corsa agli sportelli, con i risparmiatori in fila per strada. Ferguson aveva letto quattromila anni di storia finanziaria, che ripete una domanda: il denaro ci ha sollevati o trascinati in basso?
Io sono Luca di Alex Learns dot com. Oggi approfondiamo il libro The Ascent of Money di Niall Ferguson.
Niall Ferguson è uno storico, nato a Glasgow nel 1964. Insegna a Harvard e scrive di imperi, guerra e denaro. Ha già scritto sulla banca Rothschild e sull'Impero britannico. Ha finito il libro nel maggio 2008, con la crisi del credito in corso. Non è un banchiere e non vende niente. Lo indigna che quasi nessuno, nemmeno chi ha studiato, capisca la finanza: un sondaggio del 2008 ha trovato due terzi degli americani ignari dell'interesse composto. Trova pericolosa quell'ignoranza, e scrive per ridurla.
Il libro segue sei invenzioni in ordine di arrivo. Primo, denaro e credito: monete, poi banche. Secondo, le obbligazioni: il debito degli Stati. Terzo, la borsa: le azioni delle imprese. Quarto, le assicurazioni. Quinto, la casa. Sesto, la finanza internazionale e la Chimerica di Ferguson: la Cina risparmia, l'America spende. Ogni capitolo apre con una domanda. Quando il denaro ha smesso di essere metallo? Le obbligazioni comandano davvero il mondo? La casa è davvero sicura? Il metodo è semplice: scopri l'origine di uno strumento e le notizie di oggi si capiscono.
1. Il denaro non è metallo: è fiducia. Nel 1545 Diego Gualpa ha trovato argento in una montagna a Potosí, sulle Ande. Tra il 1556 e il 1783 ha dato 45.000 tonnellate di argento puro, eppure la Spagna è decaduta. Ne è arrivato tanto che i prezzi europei sono saliti per un secolo. Il metallo non ha valore fisso: il denaro vale quello che ti danno in cambio. Le tavolette d'argilla dell'antico Iraq facevano lo stesso, come una banconota: sono promesse.
2. Le banche hanno pagato il Rinascimento. I Medici hanno iniziato a Firenze come cambiavalute, a banchi per strada. Prima del 1390 somigliavano a banditi, e cinque sono stati condannati a morte. Poi Giovanni di Bicci ha creato un'attività seria: cambiava valute per il papato e gestiva le lettere di cambio dei mercanti. Il segreto non era la dimensione, ma la distribuzione: tante società collegate, con filiali a Roma, Venezia e Londra, così un debitore insolvente non poteva affondare la banca. Quei profitti hanno pagato Botticelli.
3. Il mercato delle obbligazioni può spaventare qualsiasi governo. Un'obbligazione promette un interesse fisso. Se gli investitori dubitano di uno Stato, vendono, il prezzo scende e il tasso sale per tutti. Interessi più alti gonfiano il deficit, e questo li preoccupa di più. Alla fine il governo deve tagliare la spesa, alzare le tasse o non pagare. James Carville, capo della campagna di Bill Clinton, diceva di voler rinascere presidente o papa. Poi ha detto di voler rinascere come mercato delle obbligazioni.
4. Ogni bolla segue le stesse cinque fasi. Ferguson le elenca: lo spostamento, quando appare qualcosa di nuovo e redditizio; l'euforia; la mania, con principianti e truffatori; l'angoscia, quando chi sa vende in silenzio; il disgusto, quando tutti corrono all'uscita. John Law ha mostrato lo schema a Parigi. Scozzese, condannato per omicidio, è finito a dirigere la moneta francese, le tasse e la sua Compagnia del Mississippi. Le azioni sono salite quasi venti volte, poi sono crollate. Senza credito facile, insiste Ferguson, nessuna bolla cresce.
5. L'assicurazione gestisce il rischio misurabile, non l'incertezza vera. Negli anni Quaranta del Settecento due pastori di Edimburgo, Robert Wallace e Alexander Webster, hanno contato i pastori scozzesi morti ogni anno e le vedove lasciate. Invece di distribuire i premi, li hanno investiti. Prevedevano per il 1765 un fondo di 58.348 sterline: ne aveva 58.347. Ma i disastri rari sono un'altra cosa. Dopo l'uragano Katrina le assicurazioni hanno detto che il danno veniva dall'acqua, non dal vento, e si sono ritirate da gran parte della costa del Golfo.
6. Una casa è sicura quanto il tuo reddito. La terra non scappa, e per questo piace a chi presta: il detto inglese "sicuro come una casa" significa sicuro per il creditore. Il duca di Buckingham possedeva Stowe House e terre enormi, e ci si è indebitato molto. Poi è arrivato grano a basso prezzo dal mondo intero, i redditi agricoli sono calati per decenni e lui è saltato. Mobili e statue sono finiti all'asta. Ferguson lo chiama il primo crollo immobiliare moderno, e vede la stessa logica nei pignoramenti americani dopo il 2006.
7. La povertà nasce più dalle banche che mancano che dai banchieri avidi. È la prima delle tre grandi lezioni di Ferguson. Nei quartieri più poveri di Glasgow, la sua città, si vive con circa sei sterline al giorno, e gli usurai locali chiedono oltre undici milioni per cento all'anno. Senza banche oneste, i risparmi non arrivano a chi potrebbe usarli. Per questo Muhammad Yunus ha creato la Grameen Bank in Bangladesh, prestando piccole somme a donne senza garanzie.
8. Chimerica ha reso il denaro a buon mercato, e questo ha rotto tutto. La Cina risparmiava e prestava, l'America spendeva e si indebitava. Le merci cinesi tenevano bassi i prezzi americani, gli acquisti cinesi di titoli tenevano bassi i tassi. Nel 2006 la Cina aveva più di mille miliardi di dollari. Il credito era così facile che ottenevi un mutuo intero senza reddito, lavoro o patrimonio. Quando quei prestiti sono falliti, le perdite hanno viaggiato in obbligazioni riconfezionate fino alle banche regionali tedesche e ai comuni norvegesi.
Quindi, su o giù? Per Ferguson è su, ma mai in linea retta. Banche, obbligazioni, azioni, assicurazioni e mutui hanno risolto un problema vero e creato un pericolo nuovo. Paragona la storia finanziaria alle Ande: picchi aguzzi, valli profonde, nessuna curva dolce. Crede anche che la finanza ci ingrandisca: oscilla quando oscilliamo noi, premia i fortunati e gli informati, punisce gli altri più duramente di prima. È questo l'avvertimento. Il denaro salirà e crollerà ancora: l'unica cosa che puoi cambiare è quanto bene lo capisci.